Metodo Fertilife © - Veronica Corsetti - Nutrizionista

Il mio approccio metodologico è differente da altri. Scopri il metodo Fertilife© che nasce dall'incontro della scienza dell'alimentazione e degli studi sulla fertilità.

Veronica Corsetti

In cosa consiste il metodo FERTILELIFE?


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Il metodo è tutto

In cosa consiste il metodo FERTILELIFE?

Voglio chiarire il mio approccio all’alimentazione per permetterti di capire cosa posso fare per te

Il metodo FERTILELIFE consiste nello stilare un piano nutrizionale specifico (dopo aver ascoltato attentamente le tue problematiche) che ti permetterà di recuperare un equilibrio ormonale corretto, che è la base da cui partire per la ricerca di una gravidanza sia naturale che grazie alla fecondazione assistita.

Una dieta pre-concepimento, qualora ci fossero i tempi giusti, dovrebbe essere iniziata circa 3 MESI PRIMA in quanto la formazione e la maturazione dei gameti (sia maschili che femminili) necessita di circa 90 giorni sia per la gravidanza naturale che per la fecondazione omologa.

Come nutrizionista e professionista che lavora nel campo della fertilità da 13 anni, ti consiglierò al meglio. In questi 3 mesi valuterò al meglio per te i cibi e le associazioni alimentari che aiuteranno a nutrire il tuo corpo per “formare” ovuli di buona qualità che sono alla base di embrioni di buona qualità.

Sappi che a seconda della tua situazione i tuoi piani alimentari verranno variati nel tempo in modo da darti la possibilità di perdere peso (qualora fosse necessario) e soprattutto di migliorare il tuo equilibrio ormonale a 360 gradi.

Inoltre valuterò, sempre applicando il metodo FERTILELIFE se sia il caso o meno di fare delle integrazioni, ti indicherò quali sono gli stili di vita che sarebbe meglio che adottassi oltre a informarti su eventuali esposizioni ad inquinatati ambientali o tossine con i quali potresti essere a contatto.

I pilastri su cui si basa il mio metodo FERTILELIFE sono 4:

  • la detossificazione epatica;
  • il benessere intestinale;
  • la riduzione dell’infiammazione;
  • la stabilizzazione dei livelli di glicemia/insulina.

Vediamo di capire insieme in che cosa consistono questi aspetti. 

A – LA DETOSSIFICAZIONE EPATICA

Spesso inizio questo percorso lavorando sulla DETOSSIFICAZIONE EPATICA (cioè del fegato, il “motore del nostro corpo”), che risulta essere una parte importante della preparazione per il concepimento e la gravidanza.

È necessario, infatti, usare questa metodologia per rimuovere eventuali batteri patogeni, tossine (ambientali, esogene, endogene) e ricreare quindi un ambiente intestinale efficace.

Contemporaneamente è importante fare la stessa cosa per la funzione epatica (del fegato) e l’eliminazione delle tossine

Questo lavoro ci permetterà di supportare la salute ormonale e favorire un sano ambiente uterino. L’equilibrio ormonale necessario a garantire la fertilità dipende dal buon funzionamento del fegato. Inoltre il ruolo di questo organo è importante perché immette gli ormoni che hanno esaurito la loro funzione nel tratto digestivo per l’eliminazione o per essere riutilizzati. Inoltre è importante per l’equilibrio ormonale in quanto a livello del fegato avviene la conversione degli ormoni tiroidei da T4 a alla forma attiva T3.

La disintossicazione inoltre sollecita i meccanismi di autodepurazione naturale del corpo e fornisce al sistema digestivo un giusto riposo. Se il fegato lavora male, sarà un problema anche per i farmaci estrogenici che dovranno essere assunti, in quanto verranno assimilati con minor efficacia e serviranno quindi di conseguenza dosaggi maggiori con i relativi effetti collaterali.







B – IL BENESSERE INTESTINALE

La salute dell’intestino è molto importante per assimilare vitamine minerali e tutti i nutrienti. Sempre più ricerche scientifiche dimostrano che il sistema immunitario interviene durante una fecondazione in vitro. Infatti alcuni “aborti” deriverebbero da una sorta di rigetto dell’organismo. Per questo, durante questo periodo, è importante cercare di sostenere il sistema immunitario e di conseguenza dell’intestino, anche se spesso lo trascuriamo.

Va detto anche che le alterazioni della flora batterica uterina sono legate:

  1. a) al mancato concepimento;
  2. b) all’aborto spontaneo;
  3. c) al parto prematuro.

C – LA RIDUZIONE DELL’INFIAMMAZIONE

L’infiammazione è una risposta del sistema immunitario e ci segnala che i sistemi del nostro corpo non funzionano bene e che quest’ultimo sta lavorando duramente per metterli a posto. In alcuni pazienti, il sistema immunitario è particolarmente attivato (patologie autoimmuni) e quindi il loro corpo lavora “contro” un possibile impianto. L’ infertilità, come l’aborto spontaneo ricorrente, la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’endometriosi, le patologie tiroidee, la malattia pelvica infiammatoria (PID), il diabete di tipo II, le malattie cardiache e quelle autoimmuni possono essere causate da un’infiammazione sistemica del corpo.

D – LA STABILIZZAZIONE DEI LIVELLI DI GLICEMIA /INSULINA

 Numerose sono le evidenze scientifiche che indicano che la riduzione del carico di carboidrati può ridurre i livelli circolanti di insulina, migliorare lo squilibrio ormonale e determinare una ripresa dell’ovulazione aumentando i tassi di gravidanza. L’insulino resistenza è legata al mancato impianto e agli aborti.

LA FECONDAZIONE IN VITRO e il METODO FERTILELIFE

Parliamo ora della fecondazione in vitro e del percorso nutrizionale che consiglio, utilizzando il metodo FERTILELIFE.

Una corretta nutrizione è di vitale importanza durante la preparazione alla fecondazione in vitro, in quanto bisogna sostenere la capacità del corpo per:

  • la formazione e la crescita delle cellule uova;
  • l’ispessimento dell’endometrio;
  • il recupero dopo il prelievo degli ovociti;
  • per aiutare e supportare l’impianto dell’embrione dopo il transfer embrionale.

È importante ricordare che la fecondazione in vitro non è solo ottenere un ovocita, ma questo deve essere sano e maturo. Per questo motivo durante la preparazione per la fecondazione in vitro, le cellule uova e lo sperma hanno bisogno di crescere in un ambiente sano e ricco di nutrienti.

I piani alimentari si distinguono nelle varie fasi di una fecondazione in vitro.

  • Stimolazione ovarica

Durante il percorso di fecondazione assistita va fatta una dieta per migliorare la stimolazione ovarica che dovrebbe essere iniziata circa 7-10 giorni prima di incominciare la stessa. Durante la fase di sviluppo follicolare, la raccomandazione principale è quello di porre l’accento sulla qualità delle proteine e grassi sani CHE SONO NECESSARI per la formazione e divisione delle cellule uovo.

  • Dal pick up al transfer

Lo scopo è quello di permettere al corpo di attivare i meccanismi di guarigione del corpo introducendo cibi antiossidanti. E’ importante ridurre l’infiammazione e sostenere il sistema immunitario.

  • Dal transfer alle beta:

(E’ valido sia per fecondazione omologa che eterologa). In questa fase il piano nutrizionale ha come obiettivo quello di creare un ambiente in cui l’utero accolga l’embrione e permetta l’impianto. E’ bene consumare gli alimenti che favoriscano un buon flusso di sangue, che migliorino i livelli di energia, cibi anti-infiammatori per aiutare a modulare il sistema immunitario. E’ importante puntare su grassi sani, proteine di qualità, carboidrati complessi, frutta  in modo moderato) e verdura.

TRANFER DA BLASTOCISTI CONGELATA

Se invece viene effettuato un transfer da blastocisti (è lo stadio che l’embrione raggiunge dopo 5 o 6 giorni di sviluppo durante il processo di divisione cellulare.) congelata, la dieta per la preparazione al transfer viene iniziata circa un mese prima dello stesso e viene variata dal giorno del transfer embrionale. In questo caso la dieta sarà da supporto alla preparazione endometriale con una maggior attenzione alla riduzione degli zuccheri, a ridurre gli stati infiammatori, ma soprattutto saranno inserirti alimenti che supportino il sistema immunitario. Molto spesso in questi casi la dieta è un valido aiuto per risolvere infezioni endometriali radicate in combinazione con la terapia medica data alla paziente.


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