Nutrition

Come la vitamina D influenza la fertilità

28 Giugno 2021
La vitamina D influenza positivamente la fertilità femminile grazie alla sua correlazione positiva con l’ormone AMH.

Vitamina D e fertilità: oggi è un legame positivo, altamente supportato dalla Comunità Scientifica. La relazione tra vitamina D e fertilità, infatti, è stata oggetto di numerosi studi scientifici recenti. Il risultato di questi ultimi è a dir poco sorprendente: mettono in luce la conferma di una correlazione positiva tra la vitamina D e l’ormone antimulleriano (AMH). 

Ma quali sono le evidenze che supportano l’influenza della vitamina D sulla fertilità? Vediamolo insieme, partendo da cos’è realmente la vitamina D, quali sono i fattori che influenzano il legame con la fertilità e in che modo questa preziosa vitamina supporterebbe la possibilità di riproduzione.

 

Cos’è la vitamina D 

 

La vitamina D è una vitamina liposolubile, appartenente alla famiglia degli ormoni steroidei. Circa il 90% della vitamina D viene sintetizzato attraverso l’esposizione della pelle ai raggi solari, mentre il restante 10% proviene dalla dieta e dagli integratori, principalmente attraverso alimenti di origine animale.

Questa vitamina svolge funzioni essenziali, tra cui:

  • regola i livelli di calcio e fosforo nel sangue, favorendone l’assorbimento nell’intestino e contribuendo alla formazione delle ossa;
  • stimola l’attività immunitaria e antitumorale;
  • favorisce la produzione di insulina.

I recettori della vitamina D (VDR) sono presenti nei tessuti riproduttivi, come ovaie, utero ed endometrio, suggerendo un ruolo cruciale di questa vitamina nella riproduzione. Numerosi studi indicano che la vitamina D influisce positivamente sulla fertilità femminile.

Tra i legami più significativi, emerge la relazione tra vitamina D e l’ormone antimulleriano (AMH), un importante indicatore della fertilità femminile.

 

 

vitamina D e AMH

 

Vitamina D e AMH: il legame con la fertilità

 

E in questa incredibile connessione, gioca un ruolo indispensabile l’ormone antimulleriano.

L’ormone antimulleriano è una glicoproteina, presente sia nei maschi che nelle femmine fin dalla nascita. La sua concentrazione nel sangue varia in base al genere e all’età, svolgendo ruoli specifici:

  • maschi: prodotto dalle cellule Sertoli nei testicoli, è responsabile della regressione dei dotti di Müller, impedendo lo sviluppo di organi genitali femminili.
  • femmine: prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli ovarici, l’AMH aumenta con la pubertà e si esaurisce con la menopausa. Rappresenta un indicatore della riserva ovarica, ovvero il numero di ovociti disponibili per la maturazione.

La riserva ovarica è fondamentale per la fertilità: maggiore è il numero di follicoli disponibili, più elevate sono le probabilità di concepimento.

 

AMH e fertilità

 

Quindi, come la Vitamina D influenza la fertilità?

 

Bassi livelli di vitamina D (definiti da una scarsa concentrazione di 25-idrossicalciferolo) sono associati a condizioni come:

  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
  • Endometriosi.
  • Infertilità.
  • Presenza di miomi uterini.

La vitamina D agisce direttamente sulla produzione dell’AMH, migliorando la riserva ovarica e supportando la maturazione follicolare. Questo legame è supportato da diverse evidenze scientifiche:

  • Relazione tra vitamina D e AMH: livelli sierici più alti di vitamina D corrispondono a livelli più elevati di AMH, suggerendo un’influenza positiva sulla riserva ovarica.
  • Variazioni stagionali: i livelli di vitamina D e AMH tendono a diminuire in inverno, quando l’esposizione al sole è ridotta.
  • Benefici dell’integrazione: l’integrazione di vitamina D migliora i marcatori della riserva ovarica e le dinamiche follicolari.
  • Prevenzione della menopausa precoce: una carenza di vitamina D può ridurre la riserva ovarica, anticipando la menopausa.

Si può dunque affermare che la vitamina D svolge un ruolo essenziale nel sostenere la fertilità femminile. Contribuisce infatti a preservare la riserva ovarica e a migliorare la qualità dei follicoli, elementi chiave per una riproduzione sana ed efficiente. 

Al contrario, una sua carenza può ridurre queste capacità, evidenziando quanto sia cruciale mantenere livelli adeguati di vitamina D per supportare la salute riproduttiva.

Gli studi scientifici:

 

test AMH

 

 

Il test dell’AMH: lo puoi fare anche tu

 

È possibile misurare la concentrazione dell’ormone antimulleriano nel sangue per valutare la funzionalità ovarica e la fertilità. Questo test è utile anche nella diagnosi della PCOS.

Il dosaggio dell’AMH offre una fotografia della riserva ovarica in un determinato momento. Tuttavia, è fondamentale associare a questo esame anche la valutazione dei livelli di vitamina D, considerando il loro stretto legame.

 

 

Agisci sulla tua fertilità tramite l’alimentazione. Io ti sosterrò in questo percorso

La vitamina D gioca un ruolo chiave nella fertilità femminile, in particolare attraverso la sua influenza sull’ormone antimulleriano. Garantire livelli adeguati di vitamina D attraverso l’esposizione al sole, una dieta equilibrata o l’integrazione può supportare la salute riproduttiva e migliorare le possibilità di concepimento.

Se stai cercando di comprendere meglio il tuo stato di salute riproduttiva, considera di verificare sia i livelli di AMH che di vitamina D per ottenere un quadro completo.

E se hai bisogno di sostenere la tua fertilità, ricorda che l’alimentazione è il mezzo per il tuo benessere.

Sono la dott.ssa Veronica Corsetti e sono qui per te: contattami!

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